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Una delle citazioni di Terzani :
“Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno”
…questo è del tutto vero, io l’ho amata da subito, mio marito l’ha odiata da subito.
In aprile partiamo per Delhi, in 3, io , mio marito e nostro figlio di 6 anni.
Essendoci anche nostro figlio ci siamo voluti affidare ad una agenzia indiana, che ci ha messo a disposizione un driver con auto con aria condizionata e connessione internet.
Il nostro giro è abbastanza turistico, Delhi, Agra, Jaipur e il parco nazionale Ranthambhore. Le distanze sono immense, quindi i trasferimenti ci occupano molto tempo soprattutto per il traffico che c’è in tutte le città. Delhi è bellissima, purtroppo non siamo riusciti a vedere tutto. Abbiamo visitato il Forte Rosso, la moschea Jama Masjid, e passando con l’auto abbiamo visto India gate, il parlamento e alcune tombe monumentali.
Si può tranquillamente girare chiamando Uber, oppure con i tuc tuc.
Spostandoci verso Agra, possiamo notare come sia impossibile provare ad affittare una automobile per girare per conto proprio. Le regole della strada non esistono, persone, animali, carretti, biciclette camminano tutti sulle stesse strade, autostrade o strade non asfaltate. Si perchè una strada a scorrimento veloce ad un tratto può diventare sterrata, come dopo qualche km essere di nuovo asfaltata.
Non ci sono dei sensi unici, piuttosto c’è chi risale contromano bordo strada magari perchè dal lato opposto al loro senso di marcia, c’è un box per acquistare alimenti o un ristorante al quale si vogliono fermare. Non ci sono corsie delineate a terra, piuttosto tutti suonano di continuo per avvisare della propria presenza, difficile comunque vedere litigi in strada. Si vedono camion strapieni di persone, anche sul tetto e spesso capita che qualcuno si sbilanci facendo cadere tutti gli altri.
 Oppure camion senza cabina che fanno spola da da una città all’altra perchè il camion non viene assemblato tutto nella stessa città. Si l’India è folle, ma nella loro follia vivono pacificamente con le loro mucche che pascolano in ogni dove e mangiano qualsiasi cosa, anche buste di plastica. Lungo le strade fuori dalle città cumuli di sterco vengono accatastati come combustibile, vicino le tendopoli di persone che non possono permettersi una casa. Bambini lungo la strada che camminano insieme ai loro fratellini di 3 anni e li aiutano prendendoli in braccio.
Arrivati ad Agra il nostro Driver ci porta nel sito ( Mehtab Bagh, Near Taj Mahal, Dharmapuri, Forest Colony, Nagla Devjit, Agra, Uttar Pradesh 282001, India ) dove sarebbe dovuto sorgere il gemello del Taj Mahal, dalla parte opposta del fiume Yamuna dove si ha una bellissima vista del Taj Mahal. Il Black Taj Mahal è un leggendario mausoleo di marmo nero che si dice sia stato progettato per essere costruito attraverso il fiume Yamuna di fronte al Taj Mahal ad Agra, nell’Uttar Pradesh, in India. Una cosa molto carina da fare è noleggiare un’imbarcazione offrendo 100 rupie (meno di un euro e mezzo) e, dalla sponda meridionale, spingetevi in acqua e fate delle belle foto al tramonto.
La mattina seguente molto presto visitiamo il famoso Taj Mahal: che dire, una delle cose più belle che esistano al mondo, una spettacolare costruzione funeraria, una tomba, costruita con i più pregiati marmi provenienti da tutto il mondo e moltissime pietre, che racchiude una grande storia d’amore.
Fu costruito da quinto imperatore Mughal in memoria della sua seconda moglie, Mumtaz Mahal di Persia. Per costruirlo, 22 anni e 22000 persone circa. Il portale è una struttura imponente divisa in 3 piani di arenaria rossa e marmo. Al centro del mausoleo è posta una stanza ottagonale che contiene i cenotafi di Shan Jahan e sua moglie Mumtaz Mahal. Oggi è il simbolo dell’amore in tutto il mondo, nonchè emblema dell’India.
Vi consiglio di andare presto, anche se tutti i tour arrivano alle 6 del mattino quindi in poco tempo si riempie di gente. Vi consiglio di perderci molto tempo per girare tutto il sito e trovare dei luoghi per fare delle belle foto, oppure andare di mattina e poi tornare di sera prima della chiusura, in modo tale da fare delle belle foto con una luce migliore.

Perchè un viaggio in India

Come raccontare il mal d’India? il mal d’India è li all’ aeroporto appena arrivi. Non lo vedi ma c’è. Si annida fin dal primo giorno in cui ci metti piede in India, tra le case di Delhi o Mumbai.
Il mal d’India è nell’aria pesante…monsonica…solida. E’ nel profumo inebriante delle spezie, nelle luci, nei colori, nei bisbigli della gente, nei mercati o nei templi. Il mal d’India c’è e ti cammina dentro.
Ferninand de Lanoye disse: “Vi sono mille porte per entrare in India ma nemmeno una per uscirne”.
L’india è una porta sempre aperta. Entra una sola volta nella vita e non esce più. Una volta venuti a contatto con l’India non se ne puà fare a meno. Ma allora cosa ci attrae di questa India? Cos’è questo mal d’india che la rende irrinunciabile? Indispensabile.
L’india è una porta sempre aperta ma quello che ci attrae fra tutte è l’incontro con un mondo altro, un mondo assai distante dalla nostra concezione del tempo e della vita. Mondo altro significa incontro con l’altro, altro inteso come diverso, come mondo nuovo da scoprire, come mondo nuovo che non ha tratti riconoscibili.
L’india è il ritorno nella pancia, è un mondo ancestrale che resuscita il primordiale bisogno di spiritualità. L’india ci offre la possibilità di esplorare dentro senza cercare fuori, perchè l’India è un viaggio interiore, è esperienza spirituale.
L’ India è certo un paese povero ma è anche la culla di una cultura millenaria, di filosofie e religioni antiche, del Mahabharata e del Ramayana, di un passato glorioso fatto di Maharaja e guerrieri Rajput, di imperatori Moghul….l’India è tutte queste cose e altro ancora. Ed è anche un paese povero, si anche.Per lasciarsi inebriare dall’ India è indispensabile spogliarsi di tutte le idee preconcette, dei canoni di valutazione e metri di giudizio che appartengono al nostro mondo. Bisogna essere disposti a rinunciare a un pezzo della nostra presunzione civilizzatrice. L’ India è una casa accogliente che cambia una volta per tutte l’esistenza. Una possibilità che bisogna concedersi almeno una volta nella vita!
Da India del Nord – guide per viaggiare.

Da Agra a Jaipur

Se percorrete la strada che da Agra vi porta ad Jaipur, o viceversa, chiedete al vostro driver di fare una sosta nel villaggio di Abhaneri. E’ qui che si trova un gioiello dell’architettura che risale al VII secolo. Si chiama Chand Baori ed è un pozzo a gradini profondo 13 livelli fino a trenta metri di profondità, dove si trova l’acqua.
Lo volle il Re Chand di Abhaneri, da cui il nome, che in questo modo risolse il problema dell’acqua nei mesi di siccità. Il pozzo raccoglieva e conservava l’acqua e con i 3500 gradini si poteva scendere a recuperare quella in profondità nei periodi più caldi dell’anno. Si racconta che il pozzo (baori è il nome del pozzo nell ’India occidentale) sia stato costruito in una sola notte dagli spiriti. Di sicuro qualcosa di magico c’è. Ero stata catapultata in un disegno di Escher.
A: “Allora sei stato in India? e che ti è accaduto?”
B: “Ho fatto un’esperienza.”
A: “Quale esperienza?”
B: “L’esperienza dell’India.”
A: “E che cos’è L’ India?”
B: “Come faccio a dirtelo! L’india è l’India.”
A: “Ma poniamo che io non sappia affatto cos’è. Dimmelo tu.”
B: “Neppure io so veramente cosa sia, la sento ecco tutto. Anche tu dovresti sentirla.”
A: “Cosa vuol dire?”
B: “Vuol dire che dovresti sentire l’ India come si sente, al buio, la presenza di qualcuno che non si vede, che tace, eppure c’è.”
A: “Non ti capisco.”
B: “Dovresti sentirla, laggiù, a oriente, al di là del mediterraneo, dell’Asia minore, dell’Arabia, della Persia, dell’Afghanistan, laggiù tra il Mare Arabico e L’oceano Indiano, che c’è e ti aspetta.”
A: “Ma aspetta per che fare?”
B: “Per non fare nulla.”
A: “Ancora una volta non ti capisco.”
B: “O meglio, per non fare, assolutamente.”
A: “Va bene ma tu non mi hai ancora detto cos’è l’ India.”
B: “L’ India è l’ India.”
[Da Una certa idea dell’India di Alberto Moravia]
JAIPUR
Jaipur è stata la città che ho amato di più, meno trafficata, piena di cose da vedere, dal forte di Amber con la salita a dorso di elefante, alla visita ai negozi di pietre preziose e oreficerie, alla visita del negozio di stoffe dove abbiamo potuto vedere come vengono dipinte e cuciti i vari tessuti, nonchè acquistato dei copriletto di seta bellissimi.
Nella bella città rosa costruita dal Maharaja Sawai Singh da visitare la bellissima facciata del Hawa Mahal palace ,chiamato Palazzo dei Venti, è caratterizzato da ben cinque piani in arenaria rosa delicatamente lavorata a nido d’ape, e il Palazzo della città dentro il quale si trova un museo, e l’osservatorio astronomico Jantar Mantar. Il palazzo dei venti, costruito nel 1799 ed è un palazzo di otto piani la cui facciata, in arenaria rosa, comprende quasi mille fra nicchie e finestre, tutte finemente lavorate a merletto. Serviva da osservatorio alle donne di corte che, non viste, potevano assistere alla vita della città. Uno degli aspetti più interessanti di Jaipur sono sicuramente le sue vie invase dai moltissimi bazar e mercati suddivisi a seconda delle varie e molteplici attività artigianali, come: gioielli, pietre preziose, smalti, stoffe sia stampate che intessute, oggetti intagliati.
Il forte di Amber è davvero bellissimo e si gode una vista pazzesca del paesaggio circostante. E’ una fortezza circondata dalle alte mura che si protende sul lago Maota, nei pressi della città di Amer, a circa 11 km da Jaipur, ovvero la capitale dello stato del Rajasthan.
Lo si raggiunge per mezzo di una stretta strada, percorsa da elefanti che trasportano i visitatori fino alla sua porta principale, conosciuta come Suraj Pol (porta del sole) . Continuando il percorso si arriva al secondo cortile, che ospita il Diwan-i-Aam o sala delle udienze pubbliche, e il terzo cortile era invece il luogo in cui si trovavano gli appartamenti privati del Maharaja, a cui si accede dalla già citata porta di Ganesh.
Tale cortile dispone di due edifici, posti uno di fronte all’altro e separati da un giardino; quello a sinistra è chiamato Jai Mandir o Sheesh Mahal (palazzo degli specchi), in quanto ricco appunto di specchi e vetri colorati, mentre quello a destra è noto come Sukh Mahal (sala delle delizie), dove dell’acqua corrente scorre in un canale aperto che attraversa questo edificio mantenendolo fresco, come se fosse un ambiente climatizzato.
Il quarto cortile, dotato di molti salotti che si aprono su un corridoio comune, è infine quello dove si trovava la Zenana, cioè la parte del palazzo in cui vivevano le donne della famiglia reale, inclusa la regina madre, la consorte del Raja, le domestiche e anche le concubine.
In questo cortile si trova anche lo Jas Mandir, una sala per le udienze private, decorata con intarsi floreali in rilievo di vetro e alabastro.
La straordinarietà di Amber ha però fatto sì che in alta stagione si siano registrati picchi di anche 4-5mila turisti al giorno, in una cittadina che conta con poche decine di migliaia di anime e che fonda ormai il suo sostentamento quasi esclusivamente sull’afflusso turistico.
Questo ha provocato nell’ultima decade la costruzione di anonimi edifici moderni, sorti senza criterio tra le case tradizionali, la demolizione di alcuni quartieri storici per far posto ad hotel e ristoranti e la conversione di molte delle attività locali in servizi per turisti, dai souvenir dozzinali al minimarket.  

Festival degli elefanti a Jaipur

A metà marzo, il giorno prima della festa Holi, nello stadio aperto della città si tiene la Parata del Festival degli elefanti. Centinaia di persone sono già disposte lungo il margine della pista. Gli spalti sono delle semplici panchine di legno e grazie al cielo riusciamo a sederci in qualche modo tra la folla di indiani.
La processione prevede anche cammelli e cavalli, anch’ essi lustrati a puntino, oltre naturalmente al seguito di danzatori e suonatori. La musica è assordante, il presentatore elenca tutte le meraviglie tra gli applausi dei gioiosi partecipanti. Fermatevi un attimo a contemplare il Palazzo dell’acqua , il Jal Mahal. E’ un suggestivo edificio in marmo che si trova nelle acque di un lago artificiale Man Sagar nella città rosa di Jaipur. Le sue origini sono avvolte da un velo di mistero, ma è risaputo che sia stato costruito dal Maharaja Madho Singh intorno al 18esimo secolo e che il figlio poi lo abbia fatto ampliare con l’aggiunta di un cortile.
Per due secoli, Jal Mahal è stato vittima di abbandono e solo all’inizio del 2000 è stato ristrutturato e riportato al suo splendore. La struttura è parecchio singolare: non ci sono stanze adibite ad alloggi, ma solo un ampia terrazza giardino dove il Maharaja amava passeggiare. Nel secolo scorso, il lago era diventato una discarica per le acque reflue e solo di recente, nel 2004 una società privata si è occupata della bonifica con l’intento però di trasformare il Jal Mahal in un resort lussuoso.
Un altro sito che merita la visita ma è snobbato dai turisti è il GaltaJi, comunemente conosciuto come il Tempio delle Scimmie. Si tratta di un complesso monumentale composto da alcuni templi, con una parte praticamente incassata nella roccia della montagna e come suggerisce il nome il tempio è la dimora di centinaia di scimmie, considerate sacre.
Una sorgente naturale alimenta le fontane e le piscine che si trovano all’ interno del complesso e trattandosi di un luogo sacro vengono usate dai fedeli per le abluzioni. E’ un luogo appartato molto particolare ma purtroppo anche molto trascurato e sporco. Nonostante il cattivo stato di conservazione se ne può ugualmente percepire la bellezza.
Spingetevi fino alle sommità della montagna tramite l’apposita gradinata. La vista mano a mano che si sale è molto suggestiva e potreste incontrare uno dei custodi che da mangiare alle scimmie, sarete circondati e assisterete a scene impagabili.
Dove abbiamo soggiornato
Delhi
The Claridges
12, Dr APJ Abdul Kalam Rd, Tees January Road Area, Motilal Nehru Marg Area, New Delhi, Delhi 110003, India
+91 11 3955 5000
Agra
Hotel Seven Hills Tower
G-2 Jasoria Enclave Fatehabad, Road, Bagichi, Tajganj, Agra, Uttar Pradesh 282001, India
+91 562 223 7700
Jaipur
Shahpura House
D-257, Devi Marg, Bani Park, Jaipur, Rajasthan 302016, India
Ranthambhore National Park
Ranthambhore Heritage Haveli
Khilchipur, Rajasthan 322001, India
+91 7462 252 091

La voce dell’India

Ciò che colpisce è il chiacchiericcio di sottofondo delle strade. Un vociare continuo, uniforme ininterrotto, fatto di lingue e dialetti che si mescolano e danno vita a una lingua indescrivibile e impronunciabile: la voce dell’India.
La voce di migliaia, milioni, di persone,di gambe che vanno in ogni direzione, di piedi veloci, di sguardi che bucano il muro dll’ indifferenza e obbligano al sorriso. La voce dell’India ti assale gia all’ aeroporto di Delhi, quando dopo il controllo passaporti vieni proiettato nel caldo afoso monsonico come un pugno in faccia. Ed è li che la senti la prima volta….la voce dell’India. E una volta che l’hai sentita non ti abbandona più. Tutti i suoni si mescolano perchè in India è tutto mescolato, lingue, dialetti, alfabeti. E poi te la ritrovi per la strada sotto casa, nei mercati brulicanti di occhi curiosi, nelle moschee, nelle città che percorri, sempre presente quasi a tenerti compagnia. La voce dell’India ti diventa familiare, quasi indispensabile, guai se non ci fosse, guai se non ti accompagnasse.
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