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Città Antica seminascosta nel paesaggio spazzato dal vento della Giordania meridionale, capitale dei Nabatei, è uno dei più celebri siti dichiarati dall’ UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Il nome Petra è legato ai Nabatei, la tribù nomade proveniente dell’Arabia occidentale. Questo popolo non fu comunque il primo ad abitare la regione. Nei Wadi o sulle colline nei dintoni di Petra, sono state rinvenute testimonianze di villaggi neolitici risalenti al 7000 a.C.

I resti del più famoso di questi insediamenti si puà vedere ad Al Beidha, a nord della Città Antica vicino a Piccola Petra.

I Nabatei giunsero intorno al VI sec. a. C. Erano mercanti e negli anni successivi utilizzarono le loro ricchezze per costruire la città di Petra.

La città ospitava 30000 persone, tra cui Scribi ed esperti ingegneri idraulici che costruirono dighe, cisterne e canali per proteggere il sito.

Dopo questo periodo di massimo splendore, nel 106 d.C. i Romani dopo aver usato la città come rotta commerciale conquistarono l’indebolito impero nabateo.

Non la abbandonarono, anzi la dotarono di elementi di architettura romana, come la strada colonnata e le terme.

Petra così divenne nuovamente una capitale anche se questo periodo durò poco a causa del violento terremoto del 363. Colpita da un altro devastante terremoto nel 551 Petra divenne una città perduta, nota soltanto ai nabatei che preferirono mantenerne segreta l’esatta posizione.

Tuttavia nel 1812 un giovane esploratore svizzero, Johann Ludwig Burckhard entrò nella città a cavallo vestito da pellegrino aprendo così la strada a un’interminabile serie di viaggiatori.

Visitare il sito è un’emozione unica. La visita inizia con una camminata di circa 15 minuti su una strada asfaltata fino ad arrivare all’entrata del Siq.

Vi consiglio di entrare non appena apre il sito, ovvero alle 6 di mattina per fare delle meravigliose foto senza la folla di turisti. Dal Siq fino al tesoro contate altri 20 minuti circa.

Il costo di entrata al sito di Petra è di 50 JD per la sola giornata se pernottate almeno una notte in Giordania.

I visitatori alloggiati che visitano Petra nel primo giorno del loro arrivo dal confine pagheranno le tasse d’ingresso (90 JOD) e potranno tornare il giorno successivo per ottenere un rimborso di 40 JOD.

Per chi invece non alloggia in Giordania, come le crociere oppure chi fa la visita in una giornata da altro paese pagherà 90JOD. Ingresso gratuito per i minori di 12 anni.

Siamo entrati alle 6:30 e siamo arrivati al Tesoro (Al-Khazneh) alle 7:30 circa e non c’era ancora nessuno. Arrivare noi da soli, in silenzio e vedere questa meraviglia è stato bellissimo.

Il Siq è il percorso attraverso il quale si arriva alla città nascosta, è pavimentato ed è facile da percorrere. Inizia in prossimità di un ponte accando ad una diga del 1963, per impedire che l’acqua defluisse da Wadi Musa al Siq.

L’ingresso del Siq era sormontato da un arco monumentale nabateo e se ne possono vedere i resti presso le due nicchie gemelle ai lati dell’ingresso.

Con Pareti di 200mt non chiamatelo canyon bensì una faglia geologica prodotta da forze architettoniche. Si può vedere infatti in vari punti come le venature della roccia su una parete siano speculari a quelle della parete opposta.

Si possono vedere gli antichi canali scavati nella pietra per portare l’acqua in città. In alcuni punti ci sono ancora le condutture in terracotta risalenti a 2000 anni fa.

Ci sono molti modi per visitare Petra

Se siete ottimi camminatori allora in una giornata potete vedere tutto il sito, il percorso che dal Siq arriva fino al Monastero (Ad Deir).

Noi siamo riusciti anche a fare il percorso Al-Khubtha Trail che dalle Tombe Reali, vi porta sulla montagna in una bellissima escursione. Si arriva ad un punto panoramico dove potete ammirare il Tesoro dall’alto(Al-Khazneh). Qui c’è un atenda di un beduino che offre bibite fresche .

Se invece non ve la sentite oppure siete impossibilitati a camminare molto, potete affidarvi alle guide beduine. Noleggiare un asinello o cammello che vi porti sino al Monastero (Ad Deir), una salita di scaloni abbastanza dura da affrontare, di circa 40 minuti.

All’arrivo potrete godere di questo bellissimo sito e ristorarvi al bar sotto la tenda allestito proprio per i turisti. Nel sito di Petra, lungo tutto il percorso troverete moltissime bancarelle di oggetti handmade fatte dai Beduini, negozietti di spezie, piccoli ristorantini e bagni.

Il più grande ristorante è proprio sotto il Monastero(Ad Deir) dove inizia il percorso, ma sempre moltoi affollato nell’orario di punta. Vi consiglio di portare con voi molta acqua e pranzo al sacco per non perdere tempo.

Oppure mangiare direttamente delle piade ripiene su al Monastero(Ad Deir) se avete intenzione di visitarlo.

Prezzo per il percorso in carrozza. È possibile fissare un appuntamento per il ritorno.

Il percorso in carrozza per 2 Distanza / andata e ritorno Costo
Dal Centro Visitatori al Tesoro e ritorno 4 KM 20 JD
Dal Centro Visitatori al Museo e ritorno 8 KM 40 JD

Nel dettaglio

Percorso Classico – 8km – 4 ore – facile: Dall’entrata, 15 minuti per percorrere la strada fino al Siq. 20 minuti per arrivare al Tesoro (Al-Khazneh).

Dal Tesoro fino al Teatro e al Nymphaeum altri 10/15 min circa. Percorrete altri 10 min fino ad arrivare al Basin Restaurant dove inizia il Trail per il Monastero(Ad Deir), passando per la strada Colonnata, e il grande Palazzo.

Dal Basin Restaurant fino al Monastero altri 40 min di salita a gradoni (800 scale) accompagnati dallo sgradevole odore di feci di asino, facendo molta attenzione a non calpestarle.

Piccola deviazione facile a destra subito dopo il Teatro per le tombe reali. Nei pressi troverete il Museo Nabateo : questo piccolo museo presenta un’interessante mostra di manufatti originari della regione, compresi alcuni mosaici.

Le didascalie sono in inglese. Il museo, insieme a un negozio che vende cartine dettagliate e gioielli a prezzo fisso, fatti a mano e sponsorizzati dalla Queen Noor Foundation, condivide lo stesso edificio del Basin Restaurant.

Altri percorsi

  • Al-Khubtha Trail3,5km – 3 ore – difficile –> Dalle tombe reali di percorre la salita a gradoni su per la montagna fino al punto panoramico sul Tesoro.
  • High Palace Sacrifice Trail – 3km – 4 ore – difficile –> Subito dopo il Tesoro a sinistra il percorso si inerpica sulla montagna fino ad arrivare al Palazzo, Garden Triclinium dove si tenevano banchetti annuali in onore del defunto sepolto nella Tomba del Soldato Romano.
  • Ad-Deir o Monastero Trail – 2,5km – 3 ore – difficile –> Dal Basin Restaurant parte il percorso fino al Monastero.
  • Umm Al-Biyara Trail – 7,5km – 6 ore – difficile –> parte dal Palazzo Qasr al-Bint un percorso molto lungo sino al Umm al-Biyara è una montagna dalla cima piatta (1178 m). In cima alla montagna si trovano le rovine di un villaggio edomita oltre a diverse cisterne. Il percorso offre la possibilità di ammirare paesaggi mozzafiato su Petra.
  • Jabat Haroun Trail – 7,5km – 6 ore – difficile –> parte dal Palazzo Qasr al-Bint un percorso naturalistico molto lungo per appassionati ed esperti. Sarebbe meglio farlo con una guida.
  • Sabra Trail – 10km – 7 ore – moderato –> stesso percorso del Jabat Haroun fino ad una deviazione verso Sabra. Conduce ai remoti sobborghi nabatei di Sabra, è consigliato farlo insieme una guida locale.
  • AL-Madras Trail – 1,5km – 1 ora – moderato –> Il percorso inizia prima del Siq, dal Triclinium. Dopo aver percorso un’antica scala larga circa due metri, l’escursione vi condurrà sulla cima di Al Madras, dove troverete un antico frantoio, una cisterna e numerose reliquie, tra cui un luogo sacro e una sala per gli incontri religiosi dei Nabatei.
  • Dal Monastero a Siq al-Barid –> Un’interessante escursione di 6 km conduce dal Monastero a Siq al-Barid (Piccola Petra; richiede circa 2 h 30 min e comporta qualche facile arrampicata). Chiedete l’ausilio di una guida presso il centro visitatori di Petra o a un’agenzia di viaggi locale, perché il percorso è difficile da individuare.

Vi lascio un sito dove poter informarvi sulle tracce gps per i trail –> TRACCE oppure qui –> TRACCE GPS

Consigli: Per vedere il Tesoro dall’alto senza dover affrontare la salita attraverso il percorso Al-Khubtha Trail.

Basta guardare a in alto a destra una volta arrivati al Tesoro e salire verso la montagna di fronte per poter fare delle foto sulla piazzola.

Umm Al-Biyara

Umm al-Biyara è una montagna dalla cima piatta (1178 m), situata nella parte sud-occidentale di Petra. Secondo la leggenda, era qui che sorgeva la capitale edomita di Sela.

Si narra che da questa altura il sovrano giudeo Amaziah (che regnò dal 796 al 781 a.C.) abbia gettato 10.000 prigionieri nel precipizio.

Il tragitto di andata e ritorno da Qasr al-Bint a Umm al-Biyara (la Madre delle Cisterne) richiede all’incirca tre ore e offre la possibilità di ammirare alcuni scorci pittoreschi di Petra (riuscirete a scorgere persino il Monastero).

Costituito da centinaia di gradini, il percorso da seguire è piuttosto faticoso ma agevole. Iniziate l’escursione a metà pomeriggio in estate, quando gran parte del sentiero è all’ombra, ma non partite troppo tardi per non rischiare di scendere al buio.

Occhio agli orari di tramonto durante il vostro viaggio. Partendo da un punto alle spalle del Qasr al-Bint, dirigetevi verso la Colonna del Faraone e scendete fino alla strada che conduce lungo il Wadi Thughra verso il Monumento del Serpente.

In sentiero che si arrampica sulla parete rocciosa inizia a sinistra della più grande tra le tombe scavate nella roccia sul versante sud-orientale della montagna.

Tomba dell’Urna

La più caratteristica delle Tombe Reali è la Tomba dell’Urna, riconoscibile dall’enorme urna che sovrasta il timpano.

Fu probabilmente costruita intorno al 70 d.C. per il re Malichos II (40-70 d.C.) o per Aretas IV (8 a.C.-40 d.C.). Questa grandiosa struttura deve in parte la sua maestosità al porticato dorico intagliato nella superficie della roccia sulla parte sinistra della tomba e all’enorme terrazza aperta che si estende di fronte a questo – caratteristica che ne incoraggiò l’uso, secondo quanto dice un’iscrizione greca all’interno della tomba, come cattedrale nel 447 d.C.

Il doppio ordine di volte fu aggiunto successivamente in epoca bizantina. Guardando verso la parte più alta dell’edificio scorgerete tre aperture inaccessibili intagliate tra i pilastri. Queste tombe, di cui quella centrale conserva ancora la pietra con la quale era originariamente chiusa, raffigurano il re vestito con una toga. L’enorme sala interna misura 18 m per 20 m e presenta belle decorazioni.

Tomba di Seta e Tomba Corinzia

Prendetevi un po’di tempo per ammirare la vicina Tomba di Seta, degna di nota per le straordinarie venature rosa, bianche e gialle della facciata.

La Tomba Corinzia, gravemente danneggiata, si trova subito accanto e presenta uno stile ibrido, che rivela influenze sia ellenistiche sia nabatee. Il portico dell’ordine inferiore della tomba è chiaramente ispirato all’arte locale, mentre gli elementi decorativi del livello superiore sono più ellenistici nello stile.

La tomba prende il nome dai capitelli corinzi ornati da motivi vegetali.

Tomba del Palazzo

Nelle vicinanze si trova la deliziosa imitazione a tre piani di un palazzo ellenistico o romano, conosciuta come Tomba del Palazzo.

Secondo gli esperti, l’esuberanza ornamentale della facciata scavata nella roccia, che è la più grande di Petra, risponde a un’esigenza estetica, ma è priva di un reale significato religioso. Le due porte centrali sono sormontate da timpani triangolari, mentre quelle laterali presentano timpani ad arco.

Le porte introducono a camere funerarie molto semplici. Le 18 colonne dell’ordine superiore sono l’elemento più sorprendente e caratteristico della tomba. Si noti la sommità della parte sinistra: è stata costruita (anziché scavata nella pietra) perché la parete rocciosa non era sufficientemente estesa per completare la facciata.

Tomba di Sesto Fiorentino

Percorrete alcune centinaia di metri attorno alla collina fino a raggiungere la poco visitata Tomba di Sesto Fiorentino, costruita fra il 126 e il 130 d.C. per un governatore romano d’Arabia, le cui imprese sono celebrate nell’iscrizione posta sopra l’ingresso.

Bevete una tazza di tè con la nonna del beduino che ha messo su bottega da queste parti e ammirate in tutta tranquillità le straordinarie venature della tomba. La testa di gorgone al centro della facciata, sopra le colonne, è erosa dal tempo, ma è ancora possibile distinguere i viticci che si diramano da essa. I capitelli con motivo a corna sono una singolare creazione nabatea.

Diversamente da molte altre tombe, questa struttura ha un interno che merita un’occhiata per i loculi chiaramente visibili; ce ne sono cinque scavati nella parete di fondo e tre a destra subito dopo l’ingresso.

Teatro

Costruito dai nabatei (non dai romani) oltre 2000 anni fa, il Teatro , ormai segnato dalle intemperie, fu scavato in una roccia dove erano già state realizzate molte tombe e caverne che andarono distrutte nel corso dei lavori.

La zona riservata al pubblico conteneva in origine circa 3000 posti a sedere distribuiti su 45 file e suddivisi in tre sezioni orizzontali separate da due corridoi. La zona per l’orchestra era scavata nella roccia, mentre il frons scaenae (di cui restano solo poche parti) era costruito e non scavato, e comprendeva tre ordini di nicchie affrescate e colonne rivestite di marmo. Gli artisti entravano da uno dei tre ingressi, i cui stipiti sono ancora parzialmente visibili.

Il Teatro fu ristrutturato e ampliato dai romani che, poco dopo il loro arrivo nel 106 d.C., ne aumentarono la capienza a 8500 posti (pari grosso modo al 30% della popolazione di Petra). Per far spazio alle file superiori di sedili vennero demolite altre tombe.

Sotto il palcoscenico si trovavano i magazzini e un’apertura attraverso la quale si calava il sipario all’inizio della rappresentazione. Vicino a questa apertura è stata rinvenuta una statua di Ercole quasi intatta.

Pillole di storia

Gravemente danneggiato da un terremoto nel 363 d.C., il teatro fu in seguito privato di alcune sue parti, riutilizzate per la costruzione di altre strutture di Petra.

Con uno sfondo degno di una tela di David Roberts, il Teatro (che a volte è chiuso) offre un punto di vista privilegiato per osservare la moderna tragicommedia interpretata dai turisti: quelli che hanno scelto male il proprio abbigliamento, e che quindi imprecano contro le scarpe coi tacchi alti, quelli cui hanno assegnato il ruolo sbagliato e che quindi sbadigliano di noia di fronte alle spiegazioni della guida, e quelli dal brutto carattere – ma in questo caso si tratta soprattutto di cammelli irritabili e dei loro stizzosi proprietari.

Strada delle facciate

Dal Tesoro, il passaggio si allarga in quello che è comunemente considerato il Siq esterno.

A crivellare le pareti del Siq esterno ci sono più di 40 tombe e case costruite dai natabei in uno stile che richiama l’architettura assira.

Note collettivamente con il nome di Strada delle Facciate , queste tombe sono facilmente accessibili. Detto questo, la maggior parte dei visitatori le ignora, attratta dal maestoso Teatro che si staglia all’orizzonte a pochi passi di distanza.

Per quelli che preferiscono assaporare il momento, c’è un paio di tombe che vale la pena di esplorare. La prima tomba (numero 67) è insolita per il fatto di avere la camera funeraria al piano superiore.

Osservando la posizione della porta, situata in basso rispetto al livello stradale, si nota come il fondovalle si sia alzato nei secoli a causa dei detriti alluvionali. La vicina tomba 70 si distingue invece per il fatto di non essere scavata nella roccia: sormontata da una struttura simile a una ziggurat, sembra un forte in miniatura.

Tesoro (Al-Khazneh)

Nascosto in uno spazio ristretto e sottratto alla furia degli elementi, il Tesoro (noto localmente come AlKhazneh) incanta la maggior parte dei visitatori, che finiscono inevitabilmente per innamorarsi di Petra. La facciata ellenistica è un capolavoro di maestria, di una tale grandiosità e magnificenza da togliere il respiro a chi la ammira.

Soffermandosi a osservarla, si può cogliere ogni singolo dettaglio.

Le sei colonne dell’ordine inferiore sono sormontate da capitelli decorati con motivi floreali, mentre il timpano triangolare rappresenta la testa di una gorgone.

Si tende a identificare le sculture del livello inferiore con i figli di Zeus, mentre nell’ordine superiore sono scolpite due Vittorie alate, racchiuse in nicchie, insieme ad altre quattro figure di cui non si conosce il significato.

La figura centrale sopra il timpano è stata oggetto di varie congetture.

La maggior parte degli studiosi ritiene che sia un’assimilazione della dea egizia Iside alla divinità nabatea Al-‘Uzza, mentre altri ipotizzano che si tratti di Tyche, la dea romana della fortuna.

In cima alla facciata montano la guardia due aquile, ormai erose dalle intemperie.

Le nicchie laterali della facciata, collocate in modo perfettamente simmetrico, suggeriscono l’uso di impalcature.

Sebbene sia stato scavato in una solida parete di arenaria ferrosa per ospitare la tomba del re nabateo Aretas III (87-62 a.C. circa), il Tesoro deve il nome a una leggenda.

Si tramanda che un faraone egizio nascose qui il suo tesoro (nell’urna a metà del secondo ordine) mentre inseguiva gli israeliti.

Alcuni abitanti del posto dovettero credere veramente a questa storia: l’urna, alta 3,5 m, reca infatti i segni dei colpi di fucile, sparati nel vano tentativo di forzare la sepoltura di pietra.

Come in tutti gli altri monumenti di Petra scavati nella roccia, è la facciata l’elemento che cattura l’interesse; l’interno non è altro che una sala quadrata e disadorna, alla quale segue un altro locale più piccolo.

Il momento migliore per fotografare il Tesoro, che è alto 43 m e largo circa 30 m, è il mattino, tra le 9 e le 11, quando la facciata è interamente esposta al sole.

Dal Tesoro, il Siq piega a destra; di fronte, in diagonale, si trova la Sala Sacra, che potrebbe avere una funzione rituale collegata al Tesoro.

Monastero (Al-Deir)

Oltre il museo, nascosto in alto tra le colline, si trova uno dei leggendari monumenti di Petra.

Lo spettacolare Monastero (conosciuto a livello locale con il nome di Al-Deir) è simile al Tesoro nella struttura, ma è assai più grande (50 m di larghezza per 45 m di altezza). Costruito dai nabatei nel III secolo a.C. come tomba, forse per re Obodas I (che regnò dal 96 all’86 a.C.), il Monastero deve il nome alla presenza di croci scolpite sulle pareti dei suoi ambienti interni, indizio di un possibile utilizzo della struttura come chiesa in epoca bizantina.

Il cortile davanti al Monastero era un tempo circondato da colonne e probabilmente utilizzato per le cerimonie sacre.

Di fronte al Monastero troverete un chiosco che vende bevande, strategicamente piazzato in una grotta, con una fila di sedie all’esterno dove potrete accomodarvi e contemplare la maestosa facciata ellenistica del monumento.

È particolarmente spettacolare verso il tardo pomeriggio, quando i raggi del sole al tramonto accentuano le sfumature della pietra arenaria.

Alle spalle del chiosco, vi consigliamo di dare un’occhiata alla tomba 468 per la sua bella facciata, le sculture, purtroppo deteriorate, e lo splendido paesaggio.

Dopo la bancarella inizia un sentiero che sale a due punti panoramici, da cui si gode una magnifica vista che spazia verso ovest sul Wadi Araba fino a Israele e i Territori Palestinesi e verso sud fino alla cima del Jebel Haroun, sul quale sorge un piccolo santuario bianco.

Il facile sentiero che conduce al Monastero parte dal Museo Nabateo e richiede circa 40 minuti (nel dubbio, individuate i turisti affaticati che scendono).

In alternativa, potete noleggiare un asino (con guida) per circa JD7-12 sola andata, a seconda del vostro potere di contrattazione; sarebbe meglio scendere a piedi perché gli asini procedono spediti lungo un percorso ripido e scivoloso, che risulta scomodo e a tratti pericoloso sia per voi sia per la vostra cavalcatura.

Consigliamo di iniziare l’escursione verso metà pomeriggio, quando c’è un po’di ombra e il Monastero è particolarmente fotogenico.

Lo straordinario sentiero scavato nella roccia, costituito da oltre 800 gradini, segue l’antica via processionale ed è uno spettacolo di rocce dalle forme bizzare e contorte.

Ci sono diversi sentieri minori da esplorare, tra cui una deviazione alla Tomba dei Leoni (Triclinio dei Leoni), che sorge in una piccola gola. I due leoni che danno il nome alla tomba, seppure danneggiati dalle intemperie, si affrontano alla base del monumento.

Al-Wu’ira

Edificato dai crociati nel 1116 d.C., Al-Wu’ira fu devastato dagli eserciti musulmani 73 anni più tardi.

Un fantastico ponte (che un tempo era un ponte levatoio) attraversa la gola e conduce a un edificio sovrastante una porta e alle scarne rovine del castello. Cercate il bivio non segnalato, circa 1,5 km a nord del Mövenpick Hotel, sul lato sinistro della strada che conduce a Siq al-Barid (Piccola Petra).

Strada Colonnata

Scendendo lungo il versante della collina dal Teatro, vedrete la Strada Colonnata , la via centrale di Petra.

Costruita sui resti di una preesistente arteria nabatea intorno al 106 d.C. (all’incirca nello stesso periodo in cui fu realizzata una strada simile a Jerash), essa costituisce, secondo il classico modello urbanistico romano, il decumano orientato in direzione est-ovest; da notare, tuttavia, l’assenza del cardo massimo (ovvero l’asse nord-sud).

In origine la strada, larga 6 m, era delimitata da colonne di arenaria rivestite di marmo; su entrambi i lati si affacciavano i portici che davano accesso alle botteghe.

All’inizio della Strada Colonnata c’è il Ninfeo, una fontana pubblica costruita nel II secolo d.C. e alimentata dalle acque provenienti dal Siq.

Oggi è rimasto ben poco della fontana, che tuttavia è riconoscibile grazie alla presenza di un gigantesco albero di pistacchio, che da ben 450 anni offre un gradito riparo dal sole estivo. Sempre lungo la Strada Colonnata sorgono gli scarni resti della zona del mercato e le rovine ormai irriconoscibili del Palazzo Reale .

La strada termina presso la Porta del Temenos. Costruita nel II secolo d.C., la porta in origine aveva enormi porte di legno e torri laterali.

Segnava l’ingresso al temenos (recinto sacro) del Qasr al-Bint, separando la zona commerciale della città dal recinto sacro del tempio. Osservando attentamente i pochi fregi rimasti, tra cui le decorazioni floreali e una figura armata di freccia, si intuisce facilmente che questa struttura doveva essere in origine davvero grandiosa.

Di fronte si trovano le esigue rovine delle terme nabatee .

Altura del Sacrificio (Al-Madbah)

Il più accessibile dei numerosi siti sparsi sulle montagne di Petra (le cosiddette “alture“) è l’Altura del Sacrificio , chiamata localmente AlMadbah (“l’Altare“).

I nabatei livellarono la cima del Jebel Madbah per creare una piattaforma, scavando ampie fosse con canali di scolo per far defluire il sangue degli animali sacrificati.

Di primo acchito sembra che non ci sia molto da vedere, tranne alcuni gradini erosi dal tempo, ma in realtà si tratta di uno dei siti sacrificali meglio conservati dell’antichità.

Date prima un’occhiata ai due obelischi che demarcano l’ingresso al sito. Alte più di 6 m, queste notevoli strutture sono intagliate nella superficie della roccia, e non costruite sopra di essa: osservando lo spazio vuoto che li circonda, potrete farvi un’idea degli epici scavi che hanno comportato.

Dedicati alle divinità nabatee Dushara e Al-‘Uzza, la loro pietra ricca di ferro luccica al sole ed essi appaiono come totem di questo territorio un tempo sacro.

La zona dell’altare comprende un grande triclinio rettangolare, dove i celebranti del sacrificio condividevano una cena comune. Nel centro dell’Altura c’è un grande blocco di pietra preceduto da tre gradini.

Si tratta di un motab, o deposito, dove venivano conservate le statue delle divinità coinvolte nella processione. Accanto a questo si trova l’altare circolare, raggiunto da altri tre gradini; i catini di pietra pieni d’acqua che si trovano lì vicino servivano per pulirsi e purificarsi.

Il fievole belato di una pecora o il suono sordo di una campana al collo di una capra evoca l’antica scena – salvo che all’epoca non sarebbe stato concesso a nessuna persona comune di accedere a questo posto, il più sacro tra i luoghi sacri del suo tempo.

Date un’occhiata al superbo panorama di fronte a voi – ben al di sopra delle mortali vicende della città antica e di quella moderna – e capirete facilmente come mai questo sito dovesse sembrare più vicino al cielo che alla terra.

Per raggiungere l‘Altura del Sacrificio, cercate la scalinata segnalata poco prima del Teatro, dopo il Why Not Shop. I gradini sono in buone condizioni, anche se ripidi, e ci vogliono circa 45 minuti per salire attraverso le fenditure e le pieghe della montagna per raggiungere gli obelischi.

Da qui, prendete a destra per raggiungere la zona dell’altare. Il percorso è ripido ma non troppo esposto, perciò è gestibile anche da chi non ama le altezze (a meno che non si soffra seriamente di vertigini).

Si può anche salire a dorso d’asino (circa JD10 sola andata), ma in questo caso non proverete quel senso di soddisfazione nell’aver raggiunto la vetta e metterete a dura prova la schiena del vostro povero mezzo di locomozione.

Dalla zona dell’altare, scendete per alcune piattaforme di roccia fino a raggiungere una vasta cresta: circa 50 m più in basso si scorgono le splendide Tombe Reali.

Vale la pena di sedersi e osservare la scena per un po’. Da questa posizione privilegiata potrete osservare lo spettacolo di varia umanità che si rinnova ogni giorno: cammellieri che litigano con le loro cavalcature, bambini che conducono le capre da una chiazza di vegetazione rada all’altra e venditori beduini che intrattengono piacevolmente i fiduciosi viaggiatori.

Non prestano alcuna attenzione alle malinconiche tombe dei comuni mortali, troppo attenti alle esigenze dei vivi per preoccuparsi delle speranze dimenticate degli antichi defunti. Ritornate agli obelischi e proseguite fino al centro passando accanto a un gruppo di interessanti tombe nello splendido Wadi Farasa. V. informazioni dettagliate su questa escursione a piedi, particolarmente consigliata.

Petra sotto le stelle

Petra by night è un’escursione fino al Tesoro dura 2 ore. Il percorso lungo il Siq prevede un tragitto da fare in silenzio e illuminato da 1500 candele.

Giunti al Tesori di assiste ad un’esibizione di musica beduina tradizionale bevendo thè alla menta. Noi non lo abbiamo fatto per due ragioni: uno perchè viene effettuato in precisi giorni della settimana e due perchè abbiamo letto molte recensioni negative, in quanto essendo molto popolare e affollato, si rischia di andare con delle aspettative molto alte ma di non riuscire poi a vivere a pieno l’esperienza.

Molto hanno lamentato una scarsa partecipazione da parte del cantastorie beduino, diciamo una farsa per turisti. Per questo non sono in grado di consigliarvi questa esperienza. Leggete le molte recensioni e poi decidete se spendere 17JD. La visita viene effettuata il Lunedì, Mercoled’ e Giovedi.

Per dettagli rivolgetevi direttamente al visitor center.


Informazioni Utili

Il Centro Visitatori di Petra –> L’ingresso al sito archeologico di Petra è permesso soltanto ai visitatori muniti di un biglietto valido.

I biglietti sono disponibili presso il Centro Visitatori e possono essere acquistati all’arrivo. Le brochure che presentano Petra ed i suoi monumenti sono disponibili in lingua araba, inglese, francese, spagnola, tedesca e italiana.

Il Centro Visitatori offre anche varie mappe di Petra, tra cui una mappa dall’alto ed una mappa fisica della zona.

Oltre a ciò, sono presenti nel sito pannelli informativi contenenti molte informazioni utili ai visitatori.
Sempre presso il Centro Visitatori è possibile prenotare visite con guide autorizzate, che vi potranno condurre all’interno del sito. Le guide parlano molte lingue straniere.

Il Centro visitatori è aperto tutti i giorni, tutto l’anno – Orario estivo: dalle 6:00 alle 18:00 – Orario invernale: dalle 6: 00 alle 16: 00 -Per ulteriori informazioni:  +962 0 32156044

Verificate sempre gli orari di tramonto per le escursioni isolate, portate con voi molta acqua e una torcia.

Il periodo migliore per andare è sicuramente tra Marzo e Maggio e tra Ottobre e Novembre ma è anche l’alta stagione turistica, quindi vuol dire maggiore affluenza anche in orari strategici, hotel pieni e ristoranti affollati.

Noi siamo stati in Dicembre e le temperature di giorno sono abbastanza gradevoli per affrontare la lunga camminata al sito, di sera fredda.

Temperature oscillavano tra i 17 e i 6 gradi di sera. Negli alberghi fa freddino, almeno nel nostro, in quanto non sono coimbentati bene, ci sono spifferi ed hanno solo i condizionatori a fare caldo, morale della storia il bagno era freddino.

I pro sono che c’erano pochi turisti in giro e soprattutto nel sito e gli alberghi hanno ottime offerte.

Da settembre a marzo bisogna fare attenzione al rischio inondazioni improvvise come quella avvenuta a novembre nel 2018.

Cosa indossare: Scarpe robuste e comode, cappello, crema solare, acqua, se in inverno giacca pesante.

DOVE ABBIAMO ALLOGGIATO E MANGIATO?

Petra Corner Hotel: Hotel molto carino, nuovo e a 300mt dall’ingresso di Petra.

Molto comodo in quanto a piedi si raggiunge in 5 minuti. Gestori disponibili e molto cortesi, visto il periodo di bassa stagione ci hanno fatto un upgrade gratuito della camera. La camera in effetti era molto spaziosa con balconcino sulla strada.

Poco insonorizzato e con alcuni spifferi la stanza risultava un po’ freddina soprattutto in bagno anche accendendo il condizionatore a caldo. Lo standard degli alberghi in Giordania non è altissimo, anche se molto pulito peccava di accortezze strutturali.

La colazione internazionale nella media, pietanze abbastanza distanti dalle nostre abitudini ma noi ci siamo adattati bene mangiando salato. Attenzione a dove prenotate (dalle mappe non si capisce) perchè Wadi Musa è una grandissima collina e le strade sono davvero in pendenza.

Molti hotel hanno la navetta per l’ingresso a Petra, ma sinceratevi da subito se il trasporto è attivo nel periodo in cui andrete.

Jordan Heart Restaurant: Ristorante proprio vicino all’Hotel. Molto buono ed economico. I piatti sono abbondanti e il proprietario è sempre pronto ad aiutarvi nella scelta. Parla inglese ed è stato molto cortese. Molto pulito il cibo era squisito.

Ve lo posso straconsigliare. A fine cena vi offrono il classico thè alla menta davvero eccezionale.

Per i trasporti ci siamo affidati inizialmente al taxi mandato dall’Hotel, poi ci hanno dirottato su una macchina privata per lo spostamento da Aqaba fino a Petra, circa 2 ore di viaggio, contrattando il prezzo a 50JOD.

Per il ritorno da Aqaba a Wadi Rum abbiamo contrattato lo stesso prezzo sempre con lo stesso autista. Nel prezzo è stato compreso l’ingresso al Wadi Rum e il pezzo di strada fino al villaggio che normalmente non viene effettuato.

Di solito se alloggiate nel Wadi Rum sono le guide che vengono a prendervi con il 4×4 all’ingresso del Wadi. Non abbiamo capito se questo tragitto con le guide fosse compreso o meno perchè inizialmente dovevamo farlo con loro ma poi il nostro autista ha insistito per accompagnarci all’interno direttamente lui.

Prima di arrivare all’ingresso del Wadi ci si può fermare a visitare il Treno a vapore.

Sotto la mappa del nostro giro:

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